Puoi prelevare dal tuo conto quanto vuoi: non esiste un tetto di legge ai prelievi. Esistono però delle soglie oltre le quali, in caso di controllo, l’Agenzia delle Entrate può chiederti come hai usato quei contanti. Per chi ha un’impresa le soglie sono 1.000 euro al giorno e 5.000 euro al mese, e valgono ancora nel 2026. Vediamo cosa significano, chi riguardano e come evitare problemi.
Prelievi oltre 1.000 euro: cosa dice la norma
La regola sta nell’articolo 32 del DPR 600/1973, modificato dal Decreto fiscale 193/2016. Durante un’indagine finanziaria, i prelievi che l’imprenditore non riesce a giustificare si presumono usati per acquisti in nero, e quindi collegati a ricavi non dichiarati. La presunzione però scatta solo per i prelievi che superano 1.000 euro in un giorno e, comunque, 5.000 euro in un mese.
Sotto queste soglie i prelievi non possono essere usati contro di te come prova di ricavi nascosti. Sopra, non sei automaticamente in torto: tocca a te dimostrare a cosa sono serviti.
Non è un limite, è una presunzione
È l’errore più diffuso. La banca non blocca il prelievo e non scatta nessuna multa solo perché hai superato i 1.000 euro. Succede questo:
- l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza avviano un controllo e acquisiscono i movimenti del conto;
- ti chiedono di giustificare i prelievi sopra soglia;
- se presenti fatture, ricevute o altri documenti che spiegano l’uso dei contanti, la questione si chiude;
- se non riesci a giustificarli, quelle somme possono essere trattate come ricavi non dichiarati, con imposte e sanzioni calcolate su quella base.
Chi riguarda
- Imprese e titolari di reddito d’impresa: negozi, bar, ristoranti, artigiani, ambulanti, ditte individuali e società. Per loro valgono le soglie di 1.000 e 5.000 euro.
- Liberi professionisti: dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 228 del 2014 la presunzione sui prelievi non si applica più a loro.
- Privati: la presunzione sui prelievi non li riguarda.
Attenzione ai versamenti: per imprese e professionisti, i versamenti sul conto non giustificati si presumono ricavi a qualunque importo, senza soglie.
Prelievi e limite al contante: due regole diverse
Spesso si confondono. Le soglie sui prelievi riguardano i controlli sul tuo conto. Il limite all’uso del contante riguarda invece i pagamenti tra soggetti diversi: nel 2026 resta fissato a 5.000 euro, come dal 1° gennaio 2023. Puoi prelevare 6.000 euro dal tuo conto, ma non puoi pagare 6.000 euro in contanti a un fornitore in un’unica operazione.
Come tenere in ordine i prelievi
- Conserva i documenti di ogni spesa pagata in contanti: fatture, ricevute, scontrini.
- Separa il conto dell’attività da quello personale: i movimenti privati sul conto aziendale sono i più difficili da spiegare anni dopo.
- Paga i fornitori con strumenti tracciabili: bonifico o carta lasciano traccia da soli e non vanno giustificati.
- Incassa con il POS: più incassi elettronici significa meno contante da gestire, versare e spiegare.
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Questo articolo è una guida informativa e non sostituisce il parere del tuo commercialista, a cui conviene rivolgersi per i casi specifici.
Domande frequenti
C’è un limite massimo di prelievo dal conto corrente?
Per legge no. Ci sono solo i limiti operativi fissati dalla tua banca per bancomat e sportello, e le soglie oltre cui, per le imprese, i prelievi vanno giustificati in caso di controllo.
Se prelevo 1.500 euro in un giorno ricevo una sanzione?
No. Se hai un’impresa e c’è un controllo, ti possono chiedere come hai usato quei soldi. Con i documenti delle spese non succede nulla.
Le soglie valgono anche per i professionisti?
No. Dal 2014, dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 228, la presunzione sui prelievi riguarda solo chi ha reddito d’impresa.
Qual è il limite per pagare in contanti nel 2026?
5.000 euro per singola operazione tra soggetti diversi. Oltre quella cifra serve un pagamento tracciabile: carta, POS o bonifico.
