Accettare pagamenti con carta non è una scelta: per commercianti, artigiani e professionisti è un obbligo di legge da anni, e da quando rifiutare la carta costa una multa è diventato un tema concreto. Qui trovi le regole in vigore spiegate in modo semplice: chi deve avere il POS, cosa si rischia, quali sono le eccezioni e cosa è cambiato di recente.
Chi deve avere il POS
L’obbligo riguarda chiunque venda prodotti o servizi al pubblico, anche come professionista: negozi, bar, ristoranti, artigiani, ambulanti, studi medici, avvocati, commercialisti, tassisti, estetiste, palestre. Non conta la dimensione dell’attività né il fatturato.
L’obbligo vale per le carte di debito, come il Bancomat, e per le carte di credito, e oggi non esiste un importo minimo: anche un caffè pagato con la carta va accettato.
Cosa si rischia se si rifiuta la carta
Dal 30 giugno 2022 chi rifiuta un pagamento con carta rischia una sanzione di 30 euro, più il 4% dell’importo della transazione rifiutata. Su un conto di 100 euro, per esempio, la sanzione è di 34 euro. Il cliente può segnalare il rifiuto alle autorità, che possono anche controllare direttamente.
Oltre alla multa c’è un costo meno visibile: il cliente che non può pagare con la carta spesso se ne va, e non torna.
Le eccezioni
La sanzione non si applica quando c’è un’oggettiva impossibilità tecnica: il terminale guasto, la linea assente, un blackout. Deve però essere un’impossibilità reale e dimostrabile, non un’abitudine. Un POS con SIM 4G inclusa, che non dipende dal Wi-Fi del locale, riduce molto questi casi.
Cosa cambia dal 2026: POS collegato al registratore telematico
Dal 1° gennaio 2026 chi emette scontrini con il registratore telematico deve collegare il proprio POS al registratore. Non è un collegamento con un cavo: è un abbinamento che si registra una volta sola nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate (Fatture e Corrispettivi), indicando quale POS lavora con quale registratore. In questo modo i pagamenti con carta e gli scontrini emessi si possono confrontare.
La procedura è disponibile dal 5 marzo 2026, e il collegamento va aggiornato ogni volta che cambi POS o registratore. Chi non lo fa rischia le sanzioni previste per la mancata memorizzazione dei corrispettivi: conviene verificarlo con il tuo commercialista.
Alcuni terminali myPOS, come l’Ultra, possono anche dialogare con la cassa e ricevere l’importo in automatico (scambio importo): meno errori di digitazione e code più veloci.
Il POS obbligatorio può costare poco
Molti vedono il POS come una tassa in più per via di canoni, costi di attivazione e commissioni minime. Non è inevitabile. Con un POS senza canone paghi solo una commissione quando incassi: se un mese lavori poco, spendi poco.
Con myPOS, oltre al terminale, hai anche:
- soldi subito sul conto: gli incassi arrivano in pochi secondi sul conto business myPOS con IBAN, non dopo giorni;
- carta business inclusa, per pagare i fornitori o prelevare quello che hai incassato;
- pagamenti a distanza: mandi al cliente un link via email o SMS e lui paga dal telefono;
- 4G e Wi-Fi: incassi al tavolo, in consegna o al mercato, senza fili;
- pre-autorizzazione: blocchi una somma sulla carta del cliente a garanzia, utile per hotel, noleggi e cauzioni;
- pagamento nella valuta del cliente: il turista straniero paga nella sua moneta e tu ricevi euro.
Se ti basta un POS portatile, il myPOS Go 2 te lo diamo gratis in comodato d’uso: nessun canone e nessun vincolo, paghi solo le commissioni quando incassi. Sulle commissioni, inoltre, puoi recuperare una parte dei costi con il credito d’imposta, se ne hai i requisiti.
Domande frequenti
C’è un importo minimo sotto il quale posso rifiutare la carta?
No. Oggi l’obbligo vale per qualsiasi importo.
Sono un libero professionista: devo avere il POS anche io?
Sì, l’obbligo riguarda anche i professionisti. Se lavori spesso fuori studio puoi usare un POS portatile o incassare con un link di pagamento.
Le ricevute del POS vanno conservate?
Le regole sono cambiate: lo spieghiamo in Ricevute POS: niente più conservazione per 10 anni.
