Il libero professionista ha un problema che il negoziante non ha: non c’è un banco. Si incassa dal cliente, in cantiere, a casa di qualcuno, o non si incassa affatto di persona perché la parcella si salda dopo, a distanza.
Il terminale deve funzionare ovunque
Se lavori fuori sede, il Wi-Fi del cliente non è una risorsa su cui contare — e chiedere la password mentre presenti la fattura non è il momento migliore. Serve un terminale con SIM 4G propria, che si collega da solo dovunque tu sia.
Il myPOS Flex ha 4G e Wi-Fi integrati con passaggio automatico, sta in una tasca e resiste a cadute fino a un metro e mezzo: per chi lo porta in borsa tutti i giorni conta più della scheda tecnica.
Chi paga dopo, e a distanza
Molte prestazioni si saldano a giorni di distanza, quando la fattura è stata vista dal commercialista. Rincorrere un bonifico è la parte peggiore del mestiere: con myPOS puoi inviare una richiesta di pagamento, un link o un codice QR che il cliente apre e salda dal telefono in un minuto.
Chi paga con carta lascia una traccia che vale anche per lui: le prestazioni professionali sono detraibili solo se tracciate, e questo toglie di mezzo la discussione sullo sconto in contanti.
Nessun canone nei mesi in cui non incassi
Un professionista non ha incassi regolari: ci sono mesi pieni e mesi in cui non passa nessuno. Un POS con canone mensile ti costa anche quando è fermo nel cassetto. I terminali myPOS si acquistano una volta e non hanno canone: paghi la commissione solo sulle transazioni che fai davvero.
Per i modelli consigliati vedi POS per servizi professionali. Se non sei sicuro fra terminale fisico e soli incassi a distanza, sentiamoci: dipende da quante volte all’anno hai il cliente davanti.
