Un POS in auto lavora nelle condizioni peggiori che esistano: nessuna rete fissa, nessuna presa di corrente, un turno che dura dieci ore e un passeggero che vuole scendere. Se il terminale esita, il cliente è già col piede sul marciapiede.
La rete deve essere del terminale, non tua
La soluzione dell’hotspot dal telefono funziona finché non ti serve davvero: batteria del cellulare scarica, chiamata in arrivo, galleria. Un terminale con SIM 4G propria non ha questo problema — si collega da solo e non dipende da nient’altro che ci sia in auto.
Il myPOS Flex ha 4G e Wi-Fi integrati e passa dall’uno all’altro automaticamente: in centro usa la rete migliore disponibile, e non devi configurare nulla a ogni corsa.
Il turno non si ferma per ricaricare
Un terminale che a metà pomeriggio chiede corrente ti costa corse. Il Flex copre oltre 550 transazioni con una carica e regge più di ventiquattro ore in attesa: si ricarica la notte e non ci pensi durante il turno.
La ricevuta al passeggero
Chi viaggia per lavoro la ricevuta la vuole, perché la deve rimborsare. Hai due strade: la ricevuta digitale via email, SMS o codice QR, che il passeggero riceve prima ancora di scendere, oppure un terminale con stampante integrata se preferisci consegnarla in mano.
Per un taxi la ricevuta digitale è spesso più pratica: niente rotoli da cambiare, niente carta che si scolora nel cruscotto d’estate.
Un mezzo che sta in una mano
In auto lo spazio è quello che è, e il terminale finisce nel portaoggetti o in tasca. Il Flex è compatto e resiste a cadute fino a un metro e mezzo: per un oggetto che passa la giornata a essere afferrato, passato e riposto di fretta, la robustezza conta più di quanto sembri.
Per il confronto fra i modelli vedi POS per taxi e trasporti. Se lavori con una cooperativa o hai più vetture, sentiamoci.
